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Rubrique Lycée

Esame di maturità

Le 21 décembre 2006 -

SCUOLA & GIOVANI

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La riforma approvata dalla Camera.

Dalle commissioni miste tra prof interni ed esterni alla reintroduzione della ammissione, tutte le novità della prova di Stato

Maturità, via libera definitivo

Da giugno il nuovo esame

Il ministro Fioroni : "Adesso torna una prova seria"

di SALVO INTRAVAIA

Maturità con nuove regole per quasi mezzo milione di studenti italiani. La Camera ha approvato con 275 voti favorevoli e 220 contrari il disegno di legge che modifica gli esami di Stato. Stando alle dichiarazioni rilasciate dal ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni qualche settimana fa, le novità introdotte dal disegno di legge governativo presentato per ridare credibilità ad un esame che rischiava di ridursi in molti casi ad una specie di formalità saranno operative sin dalla prossimo giugno. Ma quali sorprese ha riservato l’inquilino di viale Trastevere a migliaia di studenti italiani ?

Le novità. La novità senz’altro più temuta riguarda le commissioni che torneranno ad essere a maggioranza ’esterna’. Dopo la parentesi berlusconiana, che ha fatto la fortuna degli istituti paritari, la commissione giudicatrice sarà composta al massimo da 6 prof, tre interni e tre provenienti da altre scuole generalmente della stessa provincia. A guidare gli esami sarà un presidente, anch’egli esterno, che dovrà seguire i lavori di due classi o al massimo 70 alunni. Tramonta, in questo modo, l’era del presidente-notaio costretto, fino all’anno scorso, a seguire i lavori anche di venti classi contemporaneamente.

Ma, dopo sei anni, l’accesso agli esami di maturità non sarà più scontato. Prima di affrontare scritti e orali i ragazzi del quinto anno delle scuole superiori se la dovranno vedere col giudizio formulato dai loro stessi professori. L’ammissione agli esami, di fatto abolita dalla riforma Berlinguer del 1999, tornerà a rappresentare il primo scoglio da superare sarà motivo di batticuore per alunni e genitori : soltanto coloro che mostreranno di possedere la preparazione adeguata potranno accedere agli esami. Ma non basta. Per sedersi al cospetto della commissione (attenzione : questo però a partire dal 2008/2009) occorrerà anche avere superato tutti i debiti formativi degli ultimi due anni.

Novità in arrivo anche per le prove d’esame, ma solo per gli studenti degli istituti tecnici e professionali. La seconda prova scritta (quella di indirizzo) si svolgerà in laboratorio e potrà durare anche più giorni. Un modello simile a quello attualmente in vigore per i licei artistici e gli istituti d’arte che svolgono la seconda prova in tre giorni. E se per i gestori dei cosiddetti diplomifici la vita si complicherà per i più bravi sarà a disposizione la lode.

I privatisti. Coloro che si presentano agli esami senza avere seguito neppure un giorno di lezione dovranno sostenere una prova preliminare e potranno presentarsi in una scuola statale o paritaria del comune di residenza. Stretta in vista anche per i cosiddetti "saltanti per merito". Per approdare direttamente all’esame Stato dal penultimo anno di corso (senza cioè frequentare il quinto anno), oltre ad essere promossi con almeno otto in tutte le materie a giugno (al quarto anno) occorrerà avere una carriera scolastica immacolata : almeno sette in tutte le materie degli anni precedenti e neppure una bocciatura. Il boom di candidati esterni delle paritarie, passati dai 348 del 2001 ai quasi 11 mila dell’estate scorsa dovrebbe così arrestarsi. E anche i ’viaggi della speranza’ che hanno portato non pochi studenti a sostenere gli esami in scuole a centinaia di chilometri di distanza dal comune di residenza o i ’miracoli’ di coloro che, bocciati nelle statali, diventavano ’ottisti’ nelle paritarie.

Parla il ministro. "Vogliamo una scuola seria, credibile, autorevole, che faccia andare a testa alta i nostri studenti in Italia e in Europa. Grazie al Parlamento un primo passo lo abbiamo fatto oggi : questo è un si che restituisce alla scuola un esame di Stato credibile di fronte all’Università e al mondo del lavoro" dice il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni.

(19 dicembre 2006)